SPAZIO EVENTI

LUXURY LOCATION E AGRI-RESORT PER ESPERIENZE UNICHE


Luoghi densi di storia e suggestioni, nel centro cittadino come nella verdeggiante natura piemontese, diventano spazi perfetti per organizzare feste esclusive, matrimoni, incontri di lavoro, presentazioni aziendali e tanto altro.


Dazi Milano

Tenuta Valdorso

SPAZIO EVENTI

LUXURY LOCATION E AGRI-RESORT PER ESPERIENZE UNICHE


Luoghi densi di storia e suggestioni, nel centro cittadino come nella verdeggiante natura piemontese, diventano spazi perfetti per organizzare feste esclusive, matrimoni, incontri di lavoro, presentazioni aziendali e tanto altro.


Dazi Milano

Tenuta Valdorso

LA BELLEZZA DELLE LOCATION,
LA QUALITÀ DEL SERVIZIO

Versatilità e polifunzionalità sono solo alcune delle caratteristiche delle nostre location, capaci di soddisfare i gusti più ricercati mantenendo però centrale il concetto di praticità. Eventi aziendali, cocktail party, ricevimenti, shooting set, conferenze, meeting e team building trovano il contesto opportuno nei sofisticati ambienti dei Dazi Milano e nella verdeggiante Tenuta Valdorso presso Acqui Terme. Le strutture sono dotate di AGS IdeaHub , l’innovativa tecnologia per la video conferenza professionale, il lavoro collaborativo a distanza, la traduzione simultanea multilingue e l’intelligenza artificiale per servizi di conciergerie.

Cosa possiamo fare per te:

Affitto spazi per eventi aziendali e privati

Servizi esclusivi per rendere unica un’occasione speciale

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DAZI MILANO

OLTRE 200 ANNI DI GRANDE STORIA
NEL CENTRO DI MILANO

Antica porta monumentale di Milano, l’Arco della Pace è l’unico esempio di porta commissionata e progettata per accogliere l’ingresso trionfale di celebrità e autorità politiche e militari. La struttura architettonica riunisce la tradizione classica degli archi monumentali romani alle tecniche costruttive tradizionali lombarde.

Nel 1806 il celebre architetto Luigi Cagnola realizzò un arco di legno e tela per le nozze di Eugenio Beauharnais, viceré d’Italia, con la principessa Amalia di Baviera. Posizionato per l’occasione nei giardini di Porta Orientale (gli attuali giardini di Porta Venezia), l’arco piacque molto a Napoleone, che ne volle una versione di pietra a completamento dell’ingresso a Corso Sempione, la nuova e trionfale apertura urbana verso ovest.

Il progetto di Cagnola divenne un vero e proprio messaggio programmatico da parte del governo francese: quando nel 1807 iniziarono i lavori, si mise alla sommità dell’arco una sestiga rivolta idealmente verso Parigi, a ricordare la città sovrana.

Alla caduta del Regno d’Italia, i lavori si arrestarono, per poi riprendere solo nel 1826, sotto l’impero Asburgico. La costruzione verrà terminata solo nel 1838 e venne poi dedicata alla pace tra le potenze europee, raggiunta nel 1815. In tale circostanza, la sestiga fu ruotata in senso opposto, in segno di rigetto e derisione verso la Francia, rafforzando ulteriormente il ruolo di porta urbica dell’Arco.

Antica porta monumentale di Milano, l’Arco della Pace è l’unico esempio di porta commissionata e progettata per accogliere l’ingresso trionfale di celebrità e autorità politiche e militari. La struttura architettonica riunisce la tradizione classica degli archi monumentali romani alle tecniche costruttive tradizionali lombarde.

Nel 1806 il celebre architetto Luigi Cagnola realizzò un arco di legno e tela per le nozze di Eugenio Beauharnais, viceré d’Italia, con la principessa Amalia di Baviera. Posizionato per l’occasione nei giardini di Porta Orientale (gli attuali giardini di Porta Venezia), l’arco piacque molto a Napoleone, che ne volle una versione di pietra a completamento dell’ingresso a Corso Sempione, la nuova e trionfale apertura urbana verso ovest.

Il progetto di Cagnola divenne un vero e proprio messaggio programmatico da parte del governo francese: quando nel 1807 iniziarono i lavori, si mise alla sommità dell’arco una sestiga rivolta idealmente verso Parigi, a ricordare la città sovrana.

Alla caduta del Regno d’Italia, i lavori si arrestarono, per poi riprendere solo nel 1826, sotto l’impero Asburgico. La costruzione verrà terminata solo nel 1838 e venne poi dedicata alla pace tra le potenze europee, raggiunta nel 1815. In tale circostanza, la sestiga fu ruotata in senso opposto, in segno di rigetto e derisione verso la Francia, rafforzando ulteriormente il ruolo di porta urbica dell’Arco.

La costruzione dell’Arco fu definita all’interno di un piano edilizio organico, deciso da Napoleone e dalla municipalità meneghina. Dopo la demolizione nel 1801 della stella delle fortificazioni cinque-seicentesche, la città ebbe la necessità di tracciare una nuova strada di accesso che la collegasse con i territori a nord-ovest.

Il complesso monumentale, composto dall’arco e dai due caselli daziari, fu sviluppato secondo un’insolita tipologia passante, che consentiva il transito non davanti ma attraverso gli edifici. E finalmente, dopo secoli di oblio, il Castello Sforzesco tornò a essere un luogo di passaggio non solo per i militari ma anche per commercianti e viaggiatori, che prima penetravano in città passando attraverso delle aperture nei punti di unione fra Castelli e mura spagnole, dette portelli. I caselli daziari, ove avvenivano il pagamento del dazio, cessano la loro funzione con la dismissione del sistema daziario determinata dall’annessione dei Corpi Santi nel 1873.

Dopo anni di abbandono e incuria, nel 2014, l’agenzia del demanio ha dato in affidamento la concessione d’uso e di valorizzazione gli ex caselli daziari. L’agenzia L22 ne ha curato i lavori di restauro e recupero, creando una passerella pedonale, chiudendo l’arco e il vestibolo con pareti vetrate e coprendo il cortile con un tetto trasparente.

La costruzione dell’Arco fu definita all’interno di un piano edilizio organico, deciso da Napoleone e dalla municipalità meneghina. Dopo la demolizione nel 1801 della stella delle fortificazioni cinque-seicentesche, la città ebbe la necessità di tracciare una nuova strada di accesso che la collegasse con i territori a nord-ovest.

Il complesso monumentale, composto dall’arco e dai due caselli daziari, fu sviluppato secondo un’insolita tipologia passante, che consentiva il transito non davanti ma attraverso gli edifici. E finalmente, dopo secoli di oblio, il Castello Sforzesco tornò a essere un luogo di passaggio non solo per i militari ma anche per commercianti e viaggiatori, che prima penetravano in città passando attraverso delle aperture nei punti di unione fra Castelli e mura spagnole, dette portelli. I caselli daziari, ove avvenivano il pagamento del dazio, cessano la loro funzione con la dismissione del sistema daziario determinata dall’annessione dei Corpi Santi nel 1873.

Dopo anni di abbandono e incuria, nel 2014, l’agenzia del demanio ha dato in affidamento la concessione d’uso e di valorizzazione gli ex caselli daziari. L’agenzia L22 ne ha curato i lavori di restauro e recupero, creando una passerella pedonale, chiudendo l’arco e il vestibolo con pareti vetrate e coprendo il cortile con un tetto trasparente.

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TENUTA VALDORSO


Visita il sito

L’AGRI-RESORT NEL MONFERRATO
PER SOGGIORNI RELAX

Di recente ristrutturazione, l'agriturismo Tenuta Valdorso, immerso in un parco di 6 ettari, offre sistemazioni di lusso sulle colline che circondano Montechiaro d'Acqui, tra il Monferrato Alessandrino e la Langa Astigiana.

La sobrietà dell'arredamento moderno si coniuga con l’architettura semplice di un casale: è davvero il posto ideale per celebrare matrimoni, compleanni, feste di anniversario, cene d'affari, feste di laurea, meeting aziendali, coffee break e inaugurazioni.

Pratica da raggiungere, la struttura si trova a 20 minuti dalla stazione ferroviaria di Acqui Terme e a solo un'ora dalle spiagge liguri.

L’agriturismo mette a disposizione dei propri ospiti la connessione Wi-Fi gratuita, l'aria condizionata, una piscina, una terrazza solarium e un ristorante. Aperto tutti i giorni, il ristorante We-food serve una colazione a base di cibi dolci e salati mentre per pranzo e cena vanta specialità locali quanto piatti della cucina internazionale.

Per i momenti di relax c’è un'area salotto all'aperto attrezzata con divani e tavoli. Inoltre grazie ad alcune partnership, gli ospiti hanno diritto a tariffe scontate presso le vicine località termali. Dalla Tenuta partono anche pregiati percorsi enogastronomici.

Di recente ristrutturazione, l'agriturismo Tenuta Valdorso, immerso in un parco di 6 ettari, offre sistemazioni di lusso sulle colline che circondano Montechiaro d'Acqui, tra il Monferrato Alessandrino e la Langa Astigiana.

La sobrietà dell'arredamento moderno si coniuga con l’architettura semplice di un casale: è davvero il posto ideale per celebrare matrimoni, compleanni, feste di anniversario, cene d'affari, feste di laurea, meeting aziendali, coffee break e inaugurazioni.

Pratica da raggiungere, la struttura si trova a 20 minuti dalla stazione ferroviaria di Acqui Terme e a solo un'ora dalle spiagge liguri.

L’agriturismo mette a disposizione dei propri ospiti la connessione Wi-Fi gratuita, l'aria condizionata, una piscina, una terrazza solarium e un ristorante. Aperto tutti i giorni, il ristorante We-food serve una colazione a base di cibi dolci e salati mentre per pranzo e cena vanta specialità locali quanto piatti della cucina internazionale.

Per i momenti di relax c’è un'area salotto all'aperto attrezzata con divani e tavoli. Inoltre grazie ad alcune partnership, gli ospiti hanno diritto a tariffe scontate presso le vicine località termali. Dalla Tenuta partono anche pregiati percorsi enogastronomici.

La struttura ha poche camere, ma tutte caratterizzate da un nome di pietra preziosa. Caratterizzate da mobili di design e pavimenti in bambù, le camere hanno una vista spettacolare sulle colline. Sono tutte dotate di una TV satellitare a schermo piatto, un ingresso indipendente e, in alcuni casi, anche un'area salotto.

Per i viaggiatori di passaggio fra una gita nel verde c’è a disposizione la Camera Smeraldo, una camera matrimoniale standard di circa 20 metri quadrati, con due ampie vetrate che donano tanta luminosità. Con delicati arredi vermiglio, la Camera Superior Rubino, di 25 metri quadrati, è dotata di una elegante doccia, situata di fronte al letto, distante dai sanitari.

Nella zona più antica dell’agriturismo, si trovano la Camera Superior Ambra e la Camera Superior Perla, entrambe di 28 metri quadrati. Insieme possono diventare una Family Suite: unica soluzione con 6 posti letto, 2 bagni e un salottino comune con letto matrimoniale, per una metratura complessiva di 70 metri quadrati. È l’ideale per gruppi numerosi, famiglie e gruppi di amici.

La vista panoramica e il soffitto con travi a vista regala alla Junior Suite Onice un posto particolare nel cuore dei nostri ospiti: sono 30 metri quadrati di schermaglie cromatiche in bianco e blu scuro. Dai colori più delicati, la Junior Suite Lapislazzuli, anch’essa di 30 metri quadrati, vanta un assolato terrazzino e una doccia a vista. Di pari grandezza, la Junior Suite Ametista ripiega sul viola. Splendente, la Suite Diamante, dal letto rotondo e sauna, è la preferita per le coppie.

La struttura ha poche camere, ma tutte caratterizzate da un nome di pietra preziosa. Caratterizzate da mobili di design e pavimenti in bambù, le camere hanno una vista spettacolare sulle colline. Sono tutte dotate di una TV satellitare a schermo piatto, un ingresso indipendente e, in alcuni casi, anche un'area salotto.

Per i viaggiatori di passaggio fra una gita nel verde c’è a disposizione la Camera Smeraldo, una camera matrimoniale standard di circa 20 metri quadrati, con due ampie vetrate che donano tanta luminosità. Con delicati arredi vermiglio, la Camera Superior Rubino, di 25 metri quadrati, è dotata di una elegante doccia, situata di fronte al letto, distante dai sanitari.

Nella zona più antica dell’agriturismo, si trovano la Camera Superior Ambra e la Camera Superior Perla, entrambe di 28 metri quadrati. Insieme possono diventare una Family Suite: unica soluzione con 6 posti letto, 2 bagni e un salottino comune con letto matrimoniale, per una metratura complessiva di 70 metri quadrati. È l’ideale per gruppi numerosi, famiglie e gruppi di amici.

La vista panoramica e il soffitto con travi a vista regala alla Junior Suite Onice un posto particolare nel cuore dei nostri ospiti: sono 30 metri quadrati di schermaglie cromatiche in bianco e blu scuro. Dai colori più delicati, la Junior Suite Lapislazzuli, anch’essa di 30 metri quadrati, vanta un assolato terrazzino e una doccia a vista. Di pari grandezza, la Junior Suite Ametista ripiega sul viola. Splendente, la Suite Diamante, dal letto rotondo e sauna, è la preferita per le coppie.

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